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(Salviamo la Cultura)
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è online sul sito del Regio di Torino una petizione per la salvaguardia di tutti i teatri italiani. da firmare e diffondere il più possibile!
ecco il comunicato ufficiale della nuova iniziativa:
A TORINO IL TEATRO REGIO APERTO PER PROTESTA
Giovedì 13 Novembre dalle ore 10 alle ore 22.30
I lavoratori del Teatro Regio di Torino hanno deciso di aprire le porte del Teatro per accogliere la cittadinanza in una giornata di prove, una giornata in cui la protesta contro i tagli annunciati dal governo si trasformerà in un giorno straordinario in cui tutti potranno scoprire da vicino come si svolge il lavoro quotidiano al Regio, tra prove d’orchestra e prove del Coro, montaggio di allestimenti e visite guidate, prove di scena e audizioni musicali, attività per le scuole e preparazioni tecniche.
Culmine della manifestazione il concerto alle ore 21 diretto dal M° Gianandrea Noseda, che ha accettato di essere vicino ai lavoratori in questo delicatissimo momento, durante il quale verranno eseguiti alcuni brani di Giuseppe Verdi, imperituro simbolo di libertà e ingegno.
L’idea del “Teatro aperto per protesta” è nata dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie del Regio di Torino (con l’appoggio delle Organizzazioni sindacali territoriali) e ha ottenuto immediatamente la piena disponibilità dei lavoratori nei confronti di una modalità totalmente nuova per coinvolgere e rendere partecipe tutta la città dei gravissimi rischi che sta correndo la cultura. La musica, in particolare, viene considerata dal governo un bene superfluo e non un ingrediente necessario alla qualità della vita dimenticando, per comodità, quanto l’opera sia elemento fondante della cultura italiana oltre che un valore produttivo di prestigio. Se l’italiano non è una lingua morta al di fuori dei confini nazionali è perché in tutti i teatri del mondo rimane la lingua imprescindibile e principale, se le istituzioni musicali italiane vengono acclamate nelle tournée all’estero è perché la nostra cifra artistica rimane un punto di riferimento riconosciuto da tutti, mentre chi dovrebbe difendere e diffondere il made in Italy sembra disprezzarlo, riducendolo a un capriccio per pochi.
Vi invitiamo Giovedì 13 novembre al Teatro Regio di Torino per incontrarci e parlarci direttamente, per condividere esperienze e opinioni, perché la morte dei teatri d’opera non vuol dire solo meno posti di lavoro in una città sempre più segnata dalle chiusure, ma vuol dire la cancellazione di un bene collettivo e che, quindi, è sia nostro che vostro.
La scaletta della giornata:
1. dalle ore 10 alle ore 13.30 Prove d’orchestra in sala Regia con il M.° Noseda
2. dalle ore 15 alle ore 18 Prove del Coro in sala Regia con il M.° Gabbiani e il M.° Noseda
3. dalle ore 19 alle ore 20.30 Gruppi da camera del Teatro Regio accoglieranno i visitatori facendo ascoltare alcuni brani musicali
4. ore 21 Concerto dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio diretto da Gianandrea Noseda
30/11/08http://www.flickr.com/photos/56017673@N00/sets/72157608527680214/
che giornata!
cantare in mezzo a migliaia di persone, bambini accovacciati tra le file di violini, tutti che urlavano BRA-VI BRA-VI ad ogni fine brano, tirare fuori gli striscioni di tre anni fa e vedere i colleghi che allora ci guardavano con sospetto (eufemismo) addirittura arrampicarsi sul cornicione per attaccarli ed aggiustarli, e soprattutto sentirsi urlare GRAZIE GRAZIE GRAZIE dalla città, avere il maestro del coro Roberto Gabbiani che canta nei bassi e piu tardi in sala coro a momenti si commuove ricordando il '68...
sono state sensazioni indescrivibili, paragonabili solo al requiem del 25 novembre 2005 quando entrando in palcoscenico abbiamo visto un teatro affollatissimo alzarsi e dedicarci una standing ovation di un quarto d'ora... con tutta la fatica che avevamo fatto ad organizzarlo...
davvero una mattinata da lacrime agli occhi...
Grazie a chi a dato l'idea, a chi l'ha sviluppata, a chi ha partecipato, grazie a tutti
auguro a tutti coloro che non c'erano stamattina di riuscire ad organizzare e vivere una giornata simile nelle vostre città e di riuscire a viverne una tutti insieme..
SI RICOMINCIAAAAA




Il ministro Bondi dice che i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche godono di privilegi ingiustificati senza garantire un'adeguata produttività.
Tre anni fa di questi tempi stavamo facendo lo sciopero della fame perché il governo di centrodestra pensava che tagliando i fondi allo spettacolo si potessero risollevare le sorti della nazione. Ma mancavano pochi mesi alle elezioni e potevamo perlomeno sperare che cambiasse il governo e che la cultura tornasse ad avere un’importanza fondamentale per il nostro Paese, importanza che stava perdendo senza ombra di dubbio. Fortunatamente alle elezione vinse il centrosinistra che ridiede un po' di fondi allo spettacolo: almeno ci garantì la sopravvivenza. Oggi ci ritroviamo nella stessa situazione di tre anni fa, solo che è peggio: i tagli che hanno deciso di apportare ai fondi per lo spettacolo porteranno i teatri del nostro Paese alla chiusura. Come diceva il nostro sovrintendente sulla Stampa del 27 settembre tagli del 30% farebbero fallire qualsiasi azienda. E questa volta non c’è nulla che possiamo nemmeno sperare di fare. Un altro sciopero della fame? Altri incatenamenti davanti ai cancelli dei teatri? Altri requiem per la cultura con tanto di bara e funerale? Le elezioni non sono tra pochi mesi. Le elezioni saranno tra quattro anni. E quattro anni non si può resistere.